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Il gluten free fa dimagrire? Per gli esperti è vero il contrario
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il Mercoledì, 06 Aprile 2016. Postato in News, Depurazione, Mente, Scienza alimentare

3 italiani su 10 mangiano gluten free per dimagrire, ma gli esperti mettono in guardia su questa moda sbagliata e pericolosa per la salute.

Il gluten free fa dimagrire? Per gli esperti è vero il contrario

3 italiani su 10 pensano che una dieta senza glutine faccia dimagrire e 1 su 10 che sia più salutare ( dati Doxa-Aidepi). Convinzione smentita dagli esperti, che sottolineano i rischi di una dieta gluten-free in assenza di una patologia o allergia al glutine. Secondo Luca Piretta, nutrizionista, specialista in gastroenterologia e docente presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, “non esiste alcun fondamento scientifico sul ruolo di una dieta senza glutine nel calo ponderale. Anzi, nei cereali gluten free l’apporto calorico può essere addirittura superiore, dato che il glutine rappresenta una parte della componente proteica dei cereali che lo contengono. La quota proteica dei cereali contenenti glutine si aggira intorno al 10-12%, mentre è presente tra l’8 e il 10% nei cereali gluten free, che sono peraltro più ricchi di carboidrati (riso) o grassi (miglio e mais). Il rischio di una dieta senza glutine, inoltre, è di compensare l’adeguato e necessario apporto di carboidrati complessi con un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi”.

Grani moderni, glutine e celiachia: c'è del vero? La scienza dice no 

Una tesi suggestiva, ma mai dimostrata scientificamente, collega l’aumento di celiachia (e disturbi ad essa correlati) al troppo glutine presente nei grani moderni. In realtà diverse ricerche dimostrano che non è vero che i grani di oggi hanno più glutine di quelli di ieri, evidenziando il ruolo di fattori ambientali e non genetici (la zona di coltivazione, l’uso di fertilizzanti azotati, il clima freddo o caldo dalla zona di coltivazione e, a parità di area produttiva, le variazioni meteoclimatiche stagionali) a determinare l’aumento della percentuale di glutine nel grano… e quindi nella pasta. Peraltro il glutine non andrebbe demonizzato, a meno di essere celiaci, ed anzi contribuisce alla qualità della pasta, trattenendo l’amido – e con esso le proprietà nutritive – e mantenendo la pasta al dente. In realtà consumare alimenti contenenti glutine non porta alla celiachia se non si è predisposti geneticamente. E anche la predisposizione genetica non attiva automaticamente la malattia.

2 milioni di famiglie italiane acquistano gluten free. Il mercato vale 101 milioni di euro

Oggi il gluten free è un fenomeno di grande portata anche tra i non celiaci e, da prodotti medicali, i cibi senza glutine si sono trasformati in scelta dettata dalle ultime tendenze “salutiste” in fatto di alimentazione. Secondo l’ultimo censimento del Ministero della Salute, che ha evidenziato i rischi di autodiagnosi ed eliminazione preventiva del glutine dalla dieta, in Italia sono circa 170 mila i celiaci diagnosticati eppure ben 2 milioni di famiglie acquistano prodotti senza glutine, per un mercato che muove 101 milioni di euro ed è cresciuto del +31% in un anno. “E’ preoccupante che la glutenfobia si sta diffondendo senza fondamento - spiega Luca Piretta.  Il glutine è dannoso solo per i celiaci e gli ipersensibili, quindi l’1% della popolazione mondiale. Gli altri possono mangiarlo senza problemi”.

Anche la Dichiarazione di Consenso scientifico “Healthy Pasta Meals” firmata a ottobre da 20 medici e nutrizionisti di tutto il mondo, afferma che se non si è affetti da un disturbo glutine-correlato correttamente diagnosticato non c’è alcun motivo di rinunciare alla pasta.

L'Autore

Annabella D'Argento

Giornalista, volto televisivo di Class TV e 7Gold, scrive per diverse testate come Gazzetta dello Sport. Milanese di adozione ma pugliese a tutti gli effetti.  Appassionata di fitness e alimentazione (Certificata personal trainer  ISSA EUROPE) ama cucinare per gli amici, viaggiare e i gatti, in particolare il suo simpaticissimo ragdoll. Twitter @naby82

Annabella D'Argento

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