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Sempre più veg e local: la metamorfosi degli italiani a tavola
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il Lunedì, 18 Luglio 2016. Postato in News, Italia, Vegetariano

Cento anni degli italiani a tavola fotografati dall’Ufficio Studi Coop, che ha elaborato i dati rilevati dai principali istituti di ricerca

Sempre più veg e local: la metamorfosi degli italiani a tavola

Un popolo mediamente povero, analfabeta e contadino all’inizio del secolo, oggi agiato (e più grasso) che guarda con sempre maggior attenzione al benessere e a stili di vita più consapevoli: in generale, più attento a consumi alimentari salutari, con un interesse crescente per i regimi vegetariani. E’ la fotografia degli italiani a tavola tratteggiata attraverso una serie di flash su consumi e abitudini nazionali negli ultimi cento anni dall’Ufficio Studi Coop, che ha elaborato i dati rilevati dai principali istituti di ricerca (Istat, Eurobatrometro, Fao, Nielsen, Doxa, Pew Research Center) con il supporto scientifico di Ref Ricerche. Lo studio, che prende in considerazione anche tutta una serie di altri aspetti, dai cambiamenti sociologici all’attitudine alla tecnologia, è disponibile sul sito http://www.italiani.coop/


Se negli anni ’30 un terzo degli italiani era ancora sottonutrito, oggi il 59 % della popolazione è sovrappeso e il 21% è considerato obeso dall’OMS. E’ forse per questo che nelle scelte alimentari sembrano prevalere l’attenzione alla salute e la ricerca del benessere. Si diffondono nuovi stili di consumo, tra i quali quello naturale e quello con un ridotto o nullo apporto di proteine animali (dopo il boom del consumo di carne, aumentato dagli anni ‘60 agli anni ‘80 di 20 kg pro capite). Se un anno fa il 13% degli italiani affermava di consumare abitualmente prodotti vegan, il 49% già immaginava che i propri consumi sarebbero cambiati in quella direzione nei decenni successivi.
I nostri connazionali danno preferenza al cibo prodotto localmente (30%) rispetto a quello “global” (18%) perché hanno più fiducia nei prodotti del territorio e sperano nelle ricadute locali delle loro scelte di consumo. In Europa, al contrario, è l’approccio “global” a risultare vincente (25% vs 23%). Gli italiani risultano inoltre molto sensibili ai contenuti di freschezza e naturalità dei prodotti alimentari, con un distacco superiore ai 10 punti percentuali rispetto agli altri europei: si dichiarano tali il 62% del campione a fronte di una media Ue del 51%. Un divario che aumenta sensibilmente, con quasi 20 punti di differenza, se si guarda all’interesse per la sostenibilità ambientale dell’azienda o del prodotto (in Italia 83% e 81% di preferenze contro una media europea di 66% e 64%).
Visto che destiniamo alla tavola quote consistenti dei consumi pro capite (abbiamo la più alta spesa pro capite alimentare d’Europa, superiore di ben 20 punti percentuali alla media europea), il fatto di essere più consapevoli nelle scelte d’acquisto e più attenti a quello che mettiamo nel piatto è sicuramente un fatto positivo.

L'Autore

Giulia Ferrario

Professionista della comunicazione d'impresa,  vegetariana doc. Una passione per il fitness e l'alimentazione sana. Laurea in Lettere, ex rockettara, mamma felice. Amo viaggiare e scovare nuovi posti "veg" ovunque mi trovi.

Giulia Ferrario

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