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Sigaretta elettronica: funziona davvero?
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il Martedì, 19 Marzo 2013. Postato in Smettere di Fumare

Tra i fumatori spopolano. La fine dell'era del tabacco

Sigaretta elettronica: funziona davvero?

Il fumo-non fumo

Siete in aeroporto, salite su un aereo. Gli aerei sono il posto più anti-fumatori al mondo: lo ripetono in tutte le salse che proprio non vi potete accendere la vostra amata sigaretta, nemmeno nella toilette. E se ne capisce anche il motivo. Vi sedete al vostro posto e vicino a voi c'é un tizio, con una sigaretta. Stupore. L'avvicina alla bocca e aspira: la punta si accende... di una luce blu?! Lui sorride e soffia via il fumo. Hostess, c'è un pazzo che fuma in aereo. Tranquilli, non avete le traveggol: é un ex-fumatore "svapando" la sua sigaretta elettronica, o e-sig. Il design piú semplice delle e-sig ricorda infatti una normalissima "nazionale": il "tabacco" nasconde in realtá una batteria, e al posto del filtro ci sono un serbatoio pieno di liquido e la resistenza che lo trasforma in vapore. Si incontrano liquidi dal nome e dal sapore simile ad una o all'altra marca di sigarette, con e senza nicotina, per tutti i gusti e di tutti i sapori. Unica cosa in comune: nessuna delle sostanze cancerogene delle sigarette.

Una rivoluzione nel mercato del tabacco

Sarebbe facile smettere di fumare se l'unica differenza tra farlo e non farlo fosse rischiare un tumore. Giusto? Peró il fumatore sente il piacere di un sapore che apprezza, la tranquillitá meccanica di un gesto che conosce, e sente l'effetto della nicotina. Per questo decide - se di decisione si puó parlare, quando c'é di mezzo un vizio - di sorvolare sui danni a lungo termine alla salute, sulla perdita di fiato, di olfatto, di gusto, e sull'odore di fumo che resta sulla pelle e perdura sui vestiti e in casa.

Il perché di un successo: i benefici

Il non-piú-fumatore che passa alla sigaretta elettronica sente quasi lo stesso sapore, usa lo stesso gesto, vede lo stesso fumo, se lo vuole assume la stessa nicotina. Dopo pochi giorni comincia ad apprezzare di piú i sapori del cibo, e salire qualche rampa di scale diventa meravigliosamente piú facile. Altri sistemi per smettere di fumare cercano di coscientizzare il fumatore e creare un disgusto verso il fumo; le e-sig, invece, inconsciamente ne dirottano il gusto. E la differenza tra questo e fumare una sigaretta vera diventa, appunto, scegliere se rischiare un tumore o no. Spesso chi prende coraggio e passa a liquidi senza nicotina non ne sente la mancanza, e scopre che il suo vero vizio é il gesto di fumare; e finalmente, neanche piú quello. L'idea, bisogna ammetterlo, é geniale. Ed è il motivo del scccesso tra i fumatori. Non ti faccio sentire in colpa o ti privo di qualcosa a cui sei ormai legato e di cui non puoi fare a meno, ma te lo rendo inncuo per te e non fastidioso per gli altri. Per anni hanno spopolato libri e consigli per far togliere questa insana abitudine alla gente. Ci sono pure autori, come Carr Allen, che sono diventati milionari: il suo libro "E' facile smettere di fumare se sai come farlo" è da anni un best-seller.  E in libreria, i testi anti-fumo sono sempre tra ii più richiesti.

Tutto bello, allora? La scienza ha trovato un modo per eliminare il tabacco senza che il fumatore se ne accorga? No. Perché come sempre, quando ci sono di mezzo forti interessi economici, divampa la polemica. Sapete qual è la più grande multinazionale al mondo? La Philip Morris, che produce sigarette (le celebri Marlboro) e tante altre cose. Ovvio che i produttori non vedano di buon occhio le e-sig perché se tutti i fumatori si convertissero alla sigaretta elettronica, loro non avrebbero più mercato.



L'Autore

Roberto Rosati

L'aspetto da "Mad Doctor" non vi tragga in inganno: Roberto è veramente lo scienziato pazzo dei fumetti. Appassionato di chimica e scienze fin da bambino, dopo una laurea Chimica Farmaceutica, e una borsa di studio a Bruxelles, ha lasciato l'Italia alla volta del Brasile per seguire la futura moglie. Padre di una bambina, appassionato di video-giochi e di tiro con l'arco, non ha problemi ad auto-definirsi un "nerd", ma non c'è molecola sul pianeta terra che gli sfugga

Roberto Rosati

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