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Functional training, quando l'allenamento è funzionale
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il Lunedì, 12 Settembre 2016. Postato in Cardio, Resistenza, Ossa, Sport, Calorie

Negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede l'allenamento funzionale o functional training. Di che cosa si tratta? Di cosa abbiamo bisogno? ce lo spiega il nostro esperto Cristian Barone

Functional training, quando l'allenamento è funzionale

Molto spesso la palestra viene considerata come quel luogo dove, gente dalle proporzioni erculee, vestita con canotte maleodoranti, urla sotto ad un bilancere stracarico, attirando l'attenzione della ragazza sullo step impegnata a controllare le calorie che sta bruciando , sentendosi cosi meno in colpa per pizza della sera prima, e sotto lo sguardo estasiato di ragazzini abbagliati da simili imprese titaniche.

In realtà allenarsi in palestra non significa solo spostare un bilancere, spingere come un forsennato sulla macchina per i pettorali, o fare mille inchini su quella degli addominali. Non significa solo "oggi faccio il petto perchè è lunedi, dopodomani le spalle, venerdì alleno i dorsali e sabato gioco a calcetto". Allenarsi deve essere inteso in un'ottica molto più ampia. Negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede l'allenamento funzionale o functional training. Non si tratta di certo della solita " americanata" che dura giusto il tempo di una foto da parte della star di turno che simula un esercizio, ma di un modello basato su principi molto più complessi. Possiamo definirlo come un approccio diverso rispetto a ciò che solitamente si è abituati ad immaginare , dove il concetto di globalità prevale su quello di linearità, ovvero dove il condizionamento non avviene solo tenendo conto di un singolo distretto muscolare ,ma delle catene cinetiche, permettendo cosi un coinvolgimento di più articolazioni e muscoli: ciò che accade nella quotidianità o nell'attività sportiva insomma, dove ogni gesto non viene mai compiuto da un singolo muscolo ma dall'insieme di più sistemi cinetici.

Di cosa si tratta?


Senza addentrarci in maniera approfondita nell'anatomia umana, il nostro corpo si muove su tre piani : sagittale, frontale e orizzontale. Per poterlo fare non utilizza un singolo muscolo, bensi catene muscolari. Nella maggior parte dei casi, con le macchine isotoniche, questo principio non viene rispettato in quanto i movimenti guidati imposti dall'attrezzo, fanno lavorare su un unico piano .
Il concetto su cui si basa il functional training, invece, è quello del miglioramento del controllo del corpo mediante la stimolazione della propriocettività (capacità di riconoscere il proprio corpo nello spazio anche senza il controllo della vista) e l'attivazione del core, ovvero la cintura addominale e muscolare dell'anca.
Quando si parla di allenamento funzionale quindi, si parla di flessibilità, coordinazione, agilità e forza, dove l'aspetto "trasferibilità" assume un valore fondamentale, cioè il poter trasferire il lavoro svolto alle attività di tutti i giorni, come il semplice portare la busta della spesa, e in ambito prettamente sportivo, ricreare il gesto dello sport in questione per migliorare la prestazione.
L'aspetto estetico tipico del bodybuildig, dunque, non è di prioritaria importanza nell' allenamento funzionale in quanto si lavora a 360° sui movimenti garantendo un condizionamento completo .
Lavorare in maniera " funzionale" sulla muscolatura profonda, inoltre, garantisce la prevenzione dagli infortuni in quanto si ha la possibilità di rinforzare quei muscoli definiti " stabilizzatori" fondamentali per la postura.
Sicuramente non dobbiamo definirlo come quel metodo che esclude le altre tecniche allenanti, ma sicuramente può riassumerle e completarle.

Di cosa abbiamo bisogno?


Nessun macchinario costoso all'ultimo grido, nessuno schermo touch in grado di collegarsi sui social network, nessuna navicella aerospaziale: ciò che bisogna avere a disposizione per il nostro allenamento è un trx, delle kettlebell, o un bilanciere, dei dischi, una cordicella per saltare, una sangbag, o anche solo una di queste cose!
La parola d'ordine è programmazione : scelta degli esercizi, tempi di recupero, intensità, devono seguire una logica allenante per permettere sia all'apparato locomotore che al sistema nervoso un apprendimento graduale che garantirà i risultati futuri, evitando sovraccarichi inutili.
Ogni workout dovrà comprendere esercizi di spinta e trazione sui piani sagittale, frontale e orizzontale curando in maniera maniacale la tecnica di esecuzione e la respirazione, e garantire cosi stimolazione di forza, rapidità, resistenza e mobilità articolare e sopratutto permettendo di essere...funzionali!

L'Autore

Cristian Barone

Si definisce un terrone - siciliano espatriato al nord ed innamorato di Milano, città dove ha sede la palestra per la quale lavora, Getfit. Laureato in scienze e tecnologie del fitness e dei prodotti della salute, specializzato in nutrizione sportiva e massaggiatore, ama tutto ciò che ha a che fare col movimento, la salute , il benessere, ma non disdegna mai un buon piatto di pasta, un tagliere con gli amici o un bicchiere di vino.
Volete vederlo felice? Dategli un bilanciere da sollevare, dei dischi da spostare, una bici per poter pedalare, e la juve da tifare!

Cristian Barone

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